• Lannaronca

Croazia e dintorni - 24, 25, 26 giugno - 3 parte/2


LUNEDÌ 24 giugno 2019

Oggi giornata di trasferimento, finalmente lasciamo questo pseudo hotel, salutiamo la Sig.ra Rosa, l’anziana proprietaria e partiamo verso Zara dove ci fermeremo 3 giorni. Lungo la strada che costeggia il mare però facciamo una prima tappa a Capocesto (Primosten in croato), una piccola città con tutte le caratteristiche di un villaggio medievale di pescatori.




Il suo centro più antico si trova su di un’isoletta collegata alla costa da un ponte.

Per entrare in paese attraversiamo un’antica porta che si affaccia su una piazza dove si trovano locali caratteristici, è presto e non c’è ancora molta gente, molti locali infatti sono ancora chiusi.

La attraversiamo facendo una lunga e rilassante passeggiata per i suoi stretti vicoli fino alla Chiesa di San Giorgio. Il paesaggio che si gode da lassù è incantevole

Le stradine e le case sono di grande suggestione, e d’incanto s’aprono paesaggi mozzafiato. Molti i negozietti che vendono artigianato locale.

Continuiamo la passeggiata fuori le mura costeggiando il mare che orla la cittadina, è tranquillo e la sua acqua pulitissima: chiara e cristallina. Sarebbe bello fermarsi e fare il bagno ma abbiamo una altri posti da visitare, sarà per un’altra volta ......

Risaliamo in macchina e dopo pochi chilometri lungo la costa arriviamo a Sebenico, parcheggiamo proprio sul mare e iniziamo la perlustrazione.

Ci accorgiamo subito che anche questa è una bella città medioevale racchiusa da mura. Una volta entrati ci troviamo tra case e palazzi in pietra bianca cosa che contrasta nettamente con il blu intenso del mare e l’azzurro del cielo che si scorge in mezzo ai tetti.

Arriviamo nella piazza principale che è stata per secoli il luogo della vita pubblica, ma la troviamo invasa da alte impalcature per assistere agli spettacoli, per cui fatichiamo a trovare l’entrata principale che è in un’altra piazza lì vicino. È veramente bella e grandiosa, in stile veneziano puro, famosa perché alcune sue parti sono state costruite e assemblate senza materiali leganti, solo ad incastro. Meraviglioso il rosone posto sopra il portale. Poi entriamo nel Battistero, capolavoro rinascimentale che è di fatto una sala circolare, che accoglie al centro una fonte battesimale.

All’uscita cominciamo a camminare tra strette stradine acciottolate che si innalzano fino a una fortezza a metà strada, quando siamo già esausti ci dicono che è chiusa. Allora torniamo indietro e non siamo nemmeno troppo dispiaciuti, fa un gran caldo e le campane suonano i rintocchi del mezzogiorno. Usciamo sul lungomare e poi ripartiamo verso Zara, l’ultima meta di oggi. Ci accoglie una giovane famiglia, sono cortesi e disponibili. Prendiamo possesso di un bell’appartamento con terrazzino, moderno pulito e ricco di ogni confort. Ci godiamo un po’ il fresco cercando di ricaricare le batterie, facciamo un po’ di spesa e poi andiamo in città per cominciare a conoscerla, per accedervi ci sono ha due porte, noi entriamo dalla Porta di Terraferma, su cui campeggia il Leone di San Marco e ci troviamo sulla strada principale, ricca di negozi e piena di turisti, neanche a dirlo ... !

Dopo poco arriviamo nel Foro Romano dove oltre a molte rovine romane, campeggia la bellissima Chiesa medioevale di San Donato, l'emblema della città di Zara ed è il monumento architettonico più conosciuto in Croazia. Non vedo l’ora di entrare a visitarla, naturalmente non adesso, perché è troppo tardi, rimandiamo tutto a domani.

Dopo cena ci consoliamo andando a vedere un meraviglioso tramonto sul mare, assieme a decine di turisti, silenziosi questa volta, che si godono la vista dell’abbraccio del mare con il sole che tramonta e il cielo che si tinge delle più diverse tonalità di colori. Una meraviglia.

Ora possiamo andare a casa, domani è un altro giorno.


MARTEDÌ 25 giugno 2019

Duilio sta male tutta la notte, problemi intestinali e febbre, questa, man mano passano le ore, diventa sempre più alta, fino a procurargli forti tremiti. Mi preoccupo tantissimo anche perché non ho il termometro, chiedo alla nostra padrona di casa se può chiamare un medico. Dopo poco mi comunica che purtroppo oggi è la festa nazionale della Croazia (che commemora l’indipendenza dalla Jugoslavia avvenuta nel 1991), così nessun medico fa visite a domicilio. Sono sbigottita, ma lei, vedendomi così in ansia, si offre di portarci al Pronto Soccorso ... quello funziona meno male!

In ospedale troviamo tanta gentilezza e un’infermiera che parla perfettamente l’italiano, così tutto diventa più facile. Ci fanno passare davanti a tutti, Duilio viene visitato immediatamente, gli fanno un prelievo e viene messo sotto flebo in una stanzetta, dove dormicchia per circa un’ora. Poi ci mandano da un infettivologo che conferma che è stato un virus gastrointestinale molto aggressivo e gli prescrive un antibiotico, che poi si rivelerà un sulfamidico, meno efficace per curare la malattia. Mi guardo intorno, il suo ambulatorio sembra preso da un documentario di prima della guerra: muri scrostati, mobiletti in metallo color verdino, proprio come i banchi di scuola quando cominciai ad insegnare io 40 anni fa, lettino e strumentazioni obsolete ... però! Dobbiamo pagare il 20 % della prestazione perché lo stato italiano copre solo l’80 %, non commento, sono esausta e ancora un po’ preoccupata. Per fortuna l’infermiera ci chiama un taxi e dice al conducente che ci deve portare in farmacia e poi a casa.

Finalmente comincio a tranquillizzarmi, ma mi sbaglio di grosso .... il tassista che ha ricevuto la telefonata, evidentemente non ne aveva voglia, oppure era al mare con la famiglia, fatto sta che passa la chiamata ad un suo amico un po’ “lento” che non sa niente, così gli spiego tutto nuovamente in un inglese improbabile, ... il suo, anche a gesti finché sembra capire! Questo però comincia a girare a vuoto in cerca della farmacia andando così piano che farei prima a piedi. Finalmente la trova e così posso prendere la medicina il cui costo pago interamente. Torno in macchina e do l’indirizzo del nostro alloggio al sedicente tassista e qui comincia la commedia perché non trova la strada giusta, va pianissimo e legge il nome di tutte le strade e intanto ci racconta la sua vita. Scopriamo così che parla un po’ di italiano ed io sono costretta a mostrare interesse e a cercare di capirlo. Poi finalmente accende Google Maps, ma non lo attiva, segue solo la direzione, non ci credo, mi sembra di vivere in un film! Ad un certo punto perdo la pazienza, accendo il mio di Google e gli indico la strada. Finalmente arriviamo, ma Duilio sta di nuovo male, la febbre che in ospedale si era abbassata, è tornata alta, così gli do la tachipirina e lo mando a letto. Io penso bene di andare a fare un po’ di spesa e mi incammino a piedi seguendo le indicazioni della nostra padrona di casa: riso, olio, parmigiano per il malato, pane e prosciutto per me. Trovo Duilio ancora addormentato, non si è nemmeno accorto che sono uscita, lo lascio dormire e mi faccio un panino.

È stata una giornata pesante e dopo una bella doccia, vado a dormire in camerina, spero tanto che domani vada meglio!


MERCOLEDÌ 26– GIOVEDÌ 27 giugno 2019

Nonostante un’altra brutta notte, questa mattina la febbre è quasi sparita, ma Duilio è così spossato che dorme continuamente. Riesco a dargli due cucchiaiate di riso e un boccone di banana, mezz’ora al massimo e ripiomba in un sonno profondo.

Al suo risveglio prendiamo una decisione dolorosa, ma necessaria: torniamo a casa. Purtroppo ci sono 650 km fino a Bologna e nessuno dei due ce la farebbe mai, nemmeno la metà! Proviamo a chiedere se possiamo rimanere un altro giorno, ma purtroppo non si può, stanno aspettando i nuovi ospiti. Laura, nostra figlia, chissà com’è, riesce a capire dalla telefonata che qualcosa non va e con grande generosità trova la soluzione, verrà a recuperarci.

Decide di prendere un Flexibus che partirà alle due di notte da Bologna e arriverà nel primo pomeriggio a Zara. E così alle tre del pomeriggio andiamo a prenderla alla fermata dei pullman. La portiamo subito a mangiare, è sfinita, ha fatto un viaggio lungo e faticoso durato 13 ore!

E poi via in macchina, con il sorriso ed un’infinita pazienza, ci porta fino a Trieste dove pernottiamo per la notte. Ceniamo in una tipica osteria e poi stramazziamo tutti e tre sul letto. Domani finalmente saremo a casa, grazie Laura!


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