• Lannaronca

Croazia e dintorni - 22 e 23 giugno - 3 parte/1

SABATO 22 giugno 2019

Riprendiamo la macchina e ci dirigiamo verso Spalato, questa volta imbocchiamo l’autostrada, non c’è pericolo di sbagliarci. Dopo circa un paio d’ore arriviamo all’hotel che avevamo prenotato da casa. Oddio, chiamarlo hotel è quasi una bestemmia. Intanto l’insegna dice Guest House, che significa affittacamere, poi la camera che ci assegnano è minuscola e le finestre danno su di un corridoio interno per cui siamo costretti a tenere sempre tirate le tende. Il bagno poi è malmesso e maleodorante. Siamo delusi, non sappiamo nemmeno dove mettere le valigie!

Però siamo anche molto stanchi, tanto per cambiare, e decidiamo di non protestare, accendiamo l’aria condizionata e stramazziamo sul letto, dormiamo quasi due ore! Al nostro risveglio facciamo una doccia e siamo pronti per andare ad esplorare Spalato. Prendiamo l’autobus e scendiamo vicino al Porto. Avevo letto che l’attrattiva principale è costituita dal Palazzo di Diocleziano, ma pensavo ad un unico edificio da visitare.



Invece, caso forse unico al mondo, è più simile a una piccola cittadella, e il cuore della città di Spalato è tutto dentro al Palazzo. Entriamo da una delle porte di accesso quasi per caso e ci troviamo nei sotterranei, passeggiamo tra banchi e bancarelle dove vendono gioielli e i soliti souvenir, assieme a orde di turisti.

Non va meglio quando risaliamo e ci troviamo nel Peristilio nel bel mezzo di un matrimonio festante e un po’ rumoroso!

Il Peristilio è bellissimo, è la piazza centrale del Palazzo intorno alla quale si trovavano più templi, ed è stato costruito tre gradini più in basso rispetto alle vie attorno. Vorremmo visitare qualche tempio, ma purtroppo è sabato sera e si fa fatica a camminare, tanta è la gente che la affolla.

Vediamo la Cattedrale e poi ci infiliamo nelle vie laterali, un dedalo intricatissimo di vicoli e vicoletti delimitati da muri in pietra bianca a vista che via via si aprono su piazze, piazzette, scorci, porte, torri... in un moltiplicarsi continuo di stupore. Questa città ci sorprende e ci incanta.



Percorriamo un’elegante via, ricca di storia, di negozi e gelaterie e finalmente troviamo il mare. Passeggiamo sul lungomare, annusando il profumo di salsedine e curiosando tra grossi yatch e navi per piccole crociere.

È ora di cena e vicino all’antica pescheria scoviamo un “buffet” di pesce, in pratica un’osteria dove riceviamo un “servizio da re”. La proprietaria è simpaticissima e ci porta 2 piatti di pesce fritto così buono che ce lo gustiamo quasi in silenzio.

Ora però è proprio arrivato il momento di tornare in stanza. Riprendiamo l’autobus pensando solo al momento in cui ci stenderemo a letto, ma ... sbagliamo fermata e ci dobbiamo sorbire un bel po’ di strada a piedi ... giusto giusto perché non eravamo abbastanza stanchi!


DOMENICA 23 giugno2019

Dopo una bella dormita ed una semplice colazione, partiamo per la meta di oggi: il Parco Nazionale di Krka a circa 1 ora e mezza di distanza dall’hotel.

È uno dei più bei parchi della Croazia, dove i fiumi Krka e CiKola formano ben 7 cascate. Il nostro desiderio è raggiungere la prima cascata, quella più conosciuta che si chiama Skradinski buc (Scardona in italiano) e poi vedere le nostre forze ed il tempo che rimane, per continuare eventualmente l’esplorazione. All’interno del Parco infatti, oltre alle cascate, c’è un piccolo lago, un monastero, un’isola e tanti reperti storici.

Quando arriviamo un grande parcheggio dove lasciamo la macchina e con un autobus interno, veniamo portati all’inizio del Parco, percorrendo una strada stretta e piena di curve. Purtroppo hanno scaricato interi pullman di turisti e noi ci troviamo quasi imbottigliati tra decine e decine di persone vocianti e maleducate che non mostrano molto rispetto per il luogo ... vorremmo scappare, ma ci fermiamo un attimo e lasciamo che il flusso si allontani e finalmente possiamo immergerci nella natura e godere di tanta bellezza. Subito incontriamo alcuni mulini ad acqua per la macinatura del grano, che sono stati restaurati, piccole botteghe di souvenir e un museo etnografico, poi proseguiamo lungo un sentiero che conduce alla cascata principale, camminando su passerelle di legno e alcuni pontili, dove ammiriamo il percorso di vari ruscelli, e attraversiamo un bosco ricco di fiori e di piante.

Quello che vediamo è meraviglioso, cascatelle a destra e a sinistra ed una natura veramente incredibile, tanto ci risulta affascinante! Spesso in alcuni tratti vediamo lucide trote nell’acqua limpida e trasparente, tentare di risalire o contrastare la corrente. È un’estasi di colori e giochi d’acqua, ci troviamo immersi in un autentico paradiso terrestre. Il tragitto dura poco più di un’ora, ma non ce ne accorgiamo nemmeno finché, preceduta dal rumore intenso, la vediamo.

Qui Madre natura ha sfoderato tutta la sua bellezza!!! Questa è la cascata più grande e più ricca di acqua del parco, che si estende per 800 metri con salti impressionanti che arrivano ai 47 metri e terminano nelle placide acque del lago inferiore di un bellissimo colore verde.

Di fronte alla cascata, molti fanno il bagno e non c’è nemmeno uno spazietto per avvicinarsi all’acqua, nel mezzo un grande spazio circolare contornato dalle solite bancarelle, negozietti, baracchine di gelati e bibite e quasi uno sopra l’altro vacanzieri su teli da mare stesi a terra. Tutta la gente incontrata sul percorso e che abbiamo fatto passare per goderci il silenzio è qui, tutta qui, a questa poi si aggiunge quella arrivata con il battello da un’altra entrata del parco ... sembra di essere a Rimini. Cerchiamo un posto all’ombra e mangiamo un po’ di formaggio e affettato, qui il prosciutto è fantastico, ma soprattutto beviamo come disperati, fa molto caldo e l’umidità è al massimo. Sono le 13,30 e non è più fattibile camminare sotto al sole per raggiungere gli altri punti da visitare. Dovremmo andare a prendere il battello per vedere altre due cascate, un’isola e un monastero. Ma questo vorrebbe dire camminare per oltre un chilometro, fare un’escursione di 2 ore e tornare indietro ... ci guardiamo e siamo d’accordo, siamo soddisfatti dell’esperienza e così ci avviamo verso l’uscita che è una lunga e faticosa scala. Al parcheggio troviamo la macchina al sole, aiuto ...! La spostiamo all’ombra e, quando la temperatura diventa più vivibile, ci rimettiamo in movimento e tornando verso Spalato, ci fermiamo a Trogir (Trau in italiano), un vero gioiello medievale, una città con oltre duemila anni di storia.

Iniziamo la visita dallo splendido lungomare, dove sono ormeggiati grossi panfili da sogno, passeggiamo tra alte palme fino alla Fortezza Kamerlengo, così bella all'esterno che decidiamo di visitarla, ci accorgiamo però che al suo interno è completamente spoglia,

allora ci arrampichiamo lungo le mura e godiamo della vista dall’alto sulla città e sul porto.

Entriamo nel piccolo centro, è davvero particolare, perché si trova in una piccola isola, protetta da alte mura e collegata alla terraferma da due ponti.

Sulle sue strette vie si affacciano splendidi edifici romanici e rinascimentali in pietra bianca. Molti sono i negozietti, ma qui siamo su di un altro livello: piccole boutique e gioiellerie per un turismo facoltoso, da barche.

Rientriamo alla base, ci riposiamo e torniamo a Spalato per girare un altro po’.

Per fortuna c’è molta meno gente di ieri e riusciamo a passeggiare meglio, gustando gli antichi palazzi di origine veneziana e le piazzette nascoste. Torniamo a cenare nella stessa osteria di ieri sera, dove veniamo accolti con entusiasmo, come parenti! Dopo cena, con un buon gelato, in mano bighelloniamo qua e là e torniamo sul lungomare per goderci un meraviglioso tramonto!

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