• Lannaronca

3. Viaggio a Praga - 29 e 30 giugno 2014

Aggiornato il: 26 mar 2019


QUINTO GIORNO – Domenica 29 giugno 2014


Dopo la colazione usciamo dall'hotel per andare a prendere il tram, la prima meta di oggi sono "le case danzanti" una costruzione non proprio convenzionale.

Le chiamano anche "Fred & Ginger". La torre di vetro, raffigura una ballerina che sembra davvero piegarsi verso il suo compagno, rappresentato dal vicino edificio di pietra.

Ci colpiscono molto, ci sembra quasi di vederli danzare tra i vecchi palazzi, con armonia, quasi senza disturbare .... le curve di "lei" e la forza di "lui"... li troviamo belli e affascinanti, forse anche un po' impertinenti.

Il nostro itinerario prosegue con la ricerca di Piazza San Venceslao. Rimaniamo però un po’ sorpresi, pensavamo di trovare una tipica piazza cittadina, invece ci troviamo di fronte ad un vialone molto lungo e molto largo, costellato ai lati da ristoranti, banche, alberghi, locali notturni, e negozi di ogni genere. Lo percorriamo sotto una leggera pioggerellina.

In fondo spicca il Museo Monumentale Nazionale e la grande statua equestre di San Venceslao. È bello osservare la piazza da qui, in tutta la sua grandezza: un colpo d’occhio superbo!

Questa piazza è stata teatro di tanti eventi storici e noi cerchiamo una testimonianza importante, una targa commemorativa che però fatichiamo a trovare: il luogo dove Jan Palach si diede fuoco nel gennaio del 1960 per protestare contro l'invasione sovietica, dando il via alla “Primavera di Praga”.

E poi la vediamo, una piccola croce senza scritte, quattro fiori secchi e lumini spenti, vicino una targa commemorativa di tutti i caduti.

Luogo quasi ignorato dalle guide e dai passanti. Eravamo molto giovani quando questo terribile fatto avvenne, ma sostiamo in silenzio, con rispetto.

Tornando indietro ci imbattiamo in una zona costellata di baracchine di Street Food che avvertiamo prima ancora di vederle, dal profumo molto invitante e noi, che camminiamo da ore, ci buttiamo a capofitto!

C’è solo l’imbarazzo della scelta: grosse cosce di prosciutto vengono scaldate su braci ardenti, l’onnipresente trdlo e che dire delle salsicce, ce ne sono di ogni tipo, noi ce ne gustiamo due, belle calde, ricoperte di senape, tra due fette di pane con un gusto incredibile!

Ora siamo pronti per tornare in hotel per un meritato riposo.

Nel pomeriggio, usciamo dalla città vecchia e attraversiamo la Torre delle Polveri, uno del monumenti medioevali più importanti di Praga e che in tempo di guerra veniva usata come deposito delle polveri da sparo.

Proviamo a immaginare come doveva essere la vita quando Praga era una città fortificata e circondata da ben 13 porte di accesso come questa. Purtroppo non riusciamo a visitarla perché è aperta solo di mattina.

Comincia a piovere, ma noi siamo ben attrezzati e tiriamo fuori i nostri ombrellini, attraversiamo il Ponte Carlo, che mantiene il suo fascino anche con il brutto tempo e andiamo verso la “Città Piccola” per rivederla con più calma.

È proprio bella, credo sia una delle zone più affascinanti della città, con i suoi vicoletti acciottolati, tranquilli, quasi nascosti.


Arriviamo sull’isola di Kampa, una zona molto pittoresca, costeggiata da un canale chiamato “del Diavolo” e ammiriamo il Mulino del Gran Priore, il più antico della città con la sua ruota di 8 metri di diametro e ancora in funzione. Passeggiando incontriamo piccole botteghe artigianali e canali tranquilli, purtroppo è tutto deserto, non so se per il tempo o per il fatto che è domenica. Ci spingiamo fino al Museo di Kafka, fuori dal quale ci sono due statue di bronzo che fanno

pipì e che ci divertono molto e poi per caso arriviamo in un bellissimo Parco sulle rive della Moldava.

Ceniamo nel ristorantino sotto al Ponte, e beviamo una bella birra fresca ... con la copertina sulle spalle!

Alle nove e un quarto siamo già in camera. Questa città dal fascino misterioso ha però un grande difetto: la pavimentazione delle strade è fatta di ciottoli e cubetti di porfido, in rilievo, più o meno grandi, più o meno sconnessi, ma sempre molto faticosi da percorrere.

Sarà che le nostre scarpe hanno suole sottili, o che abbiamo camminato molto, ma ci rendiamo conto che ci fanno male i piedi!

SESTO GIORNO – Lunedì 30 giugno 2014


La giornata è nuvolosa, ma non piove, ci svegliamo presto e quando scendiamo per fare la colazione, non c’è quasi nessuno. La sala è damascata e molto accogliente, in sottofondo c’è musica americana degli anni 40, sembra di essere entrati in una capsula del tempo, quasi quasi mi aspetto di vedere un compassato maggiordomo che fa l’inchino.

La meta di oggi è la Torre Petrin. Prendiamo il tram 22, che abbiamo scoperto ci porta quasi ovunque, e andiamo alla fermata Újezd. Saliremo sulla Collina con una funicolare a cremagliera.

Una volta partiti ci accorgiamo che è molto divertente arrampicarsi così fino in cima e, anche se sono solo 500 metri, il percorrerli lentamente, ci dà modo di godere del paesaggio.

Arrivati sulla sommità, ci ritroviamo immersi nel verde e nella pace, ma la vera attrazione della collina è una riproduzione in scala della Tourre Eiffel di Parigi, detta Torre di Petrin, sulla quale si può anche salire per gustarsi il panorama.

Noi naturalmente non ce lo facciamo dire due volte e saliamo con un comodo ascensore ... meno male, altrimenti avremmo dovuto “scalare” ben 299 gradini! Finalmente in cima, ammiriamo un bellissimo panorama della città e Duilio si può (oppure e io posso ...) sbizzarrire facendo molte foto.

Poi, vicino alla torre panoramica, scopriamo la Casa degli Specchi dove entriamo più per curiosità che altro, così, per tornare bambini e farsi quattro risate guardando la nostra immagine riflessa e distorta.

Per scendere in città riprendiamo la funicolare e andiamo nella zona dello Street Food della Città Nuova per pranzare con un saporito panino con salsiccia e senape, poi via, in hotel per una pausa/riposino, ormai giriamo la città ad occhi chiusi!

Nel tardo pomeriggio usciamo a piedi, anche se comincia a piovere e andiamo dritti dritti nella Piazza della Città Vecchia, guardando il cielo un po’ preoccupati. Ci siamo accorti che il clima qui a Praga non è facilmente prevedibile e cambia di continuo. Prima piove, poi c'è il sole e, dopo poco, si addensano nubi minacciose, che magari se ne vanno senza danni ... noi ci speriamo!


Infatti smette di piovere e noi facciamo una cosa da veri turisti: prendiamo una carrozzella trainata da due cavalli e ci facciamo trasportare lentamente tra le strade del centro, giretto rilassante con tanto di foto di rito e senza fare la “doccia”!

La meta di questo pomeriggio però è vedere finalmente l’Orologio Astronomico. E' il fulcro della piazza. Ogni ora prende vita e mostra il suo spettacolo. Siamo passati tante volte per questa piazza, ma questa volta non vogliamo assolutamente perderlo!

La bellezza dell'orologio, che risale al Medioevo, è unica: oltre all'ora sono infatti rappresentate anche la posizione del Sole e della Luna. Ma il vero spettacolo sono 4 le statue poste accanto all'orologio, che si animano allo scoccare di ogni ora insieme ai 12 apostoli, sono le 4 paure del vecchio popolo boemo: la morte, l'avidità, la vanità e i turchi.


Il cielo è veramente spaventoso, tuona e promette ancora molta pioggia.

Poi ci viene voglia di salire sulla Torre dell'Orologio “per vedere la città con gli occhi di un uccello” come recita la pubblicità. Così, con un comodo ascensore (siamo proprio dei pigroni!), saliamo in cima e ci soffermiamo ad ammirare la città dall'alto, ........


apprezzando i tetti, la piazza, gli edifici i vicoli. La vista da quassù è veramente spettacolare, aggiungo che si scatena un forte temporale con pioggia e vento, ma è così bello che non vorremmo più scendere.

Poi, aperitivo di fronte all’orologio e cena leggera, la nostra giornata è finita!


#Viaggi #Praga

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