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  • Lannaronca

7. Viaggio in Portogallo - Evora e partenza da Lisbona

Aggiornato il: 26 mar 2019



LUNEDÌ 25 GIUGNO 2018

Il cielo è un po’ nuvoloso, ma per fortuna non piove, partiamo presto per la nostra ultima meta: Evora a circa 230 km da Faro.

Oggi abbiamo una bella idea, BASTA SUPERSTRADE E AUTOSTRADE ci sposteremo lungo le provinciali per vedere paesi e gente, ma per la prima ora attraversiamo campi sterminati e percorriamo stradine sconnesse senza incontrare anima viva, pochissime case, solo qualche azienda agricola.

Poi finalmente un paesino, semideserto anche lui, ma vicino ad un grande e importante complesso megalitico: il Cromlech di Almendres. Questa regione è ricca di siti archeologici, menhir, dolmen, necropoli e insediamenti preistorici, così decidiamo, di fermaci a visitarne uno. Lasciamo la macchina al parcheggio e raggiungiamo questo luogo a piedi lungo un tratto sterrato, tra bellissime querce da sughero e lo vediamo. Ci troviamo di fronte ad un cerchio di pietre di quasi cento monoliti, alti fino a tre metri che sprigionano una sorta di energia, l'atmosfera è quasi solenne. Risalgono al quarto e sesto secolo prima di Cristo e sicuramente venivano usati per osservare le stelle.


Sostiamo tra i massi, io provo a chiudere gli occhi mentre li tocco e penso che di certo molti riti particolari si sono svolti tra queste pietre. Il silenzio è quasi rumoroso e, non so se è suggestione, ma mi sembra che i pensieri si allontanino uno dopo l'altro dalla mia mente, lasciandola sgombra e rilassata. Una piccola Stonehenge Portoghese. Lì attorno ci sono altri megaliti, ma sono mal segnalati e qualche altro turista ci dice di essersi quasi perso per trovarli, così raggiungiamo Evora e ci sistemiamo in hotel per l’ultima notte.

La stanza è grande e quasi monastica e ha un bel terrazzino che dà su di una grande piscina deserta. Dopo aver disfatto le valigie usciamo nuovamente alla scoperta della città. Purtroppo molte attrazioni sono già chiuse, ma non la Chiesa di San Francesco, che raggiungiamo in breve tempo. Essa ci appare molto addobbata, barocca e ricca di azulejos, ma la nostra curiosità è tutta rivolta alla Cappella Dos Ossos che si trova proprio all’interno della chiesa.

Prima di entrare leggiamo una iscrizione che ci fa accapponare la pelle:

NÓS OSSOS QUE AQUI ESTAMOS PELOS VOSSOS ESPERAMOS "Noi ossa che qui stiamo, le vostre aspettiamo". Credo ci voglia far riflettere su cosa siamo e cosa resterà di noi ...........


Poi entriamo e ci troviamo in una lugubre cappella con i muri e le colonne ricoperte da ossa e teschi umani. Il numero di scheletri usati è enorme, sembra sia attorno ai 5.000, provenienti da cimiteri e chiese della zona, dove i frati francescani venivano spesso sepolti.


Usciamo un po’ provati. Non so ancora bene se questo luogo particolare e un po’ inquietante ci sia piaciuto o meno. Sicuramente meritava una visita per la sua amara ironia e per la particolarità del “materiale esposto”.

Finalmente è uscito il sole e fa immediatamente caldo, non abbiamo più voglia di cercare altri monumenti, chiese e chiesette, siamo stanchi e sentiamo che la vacanza è ormai finita, cosi raggiungiamo il centro e ci perdiamo in deliziose stradine e piazzette.


Cerchiamo un posto dove cenare e ne troviamo uno molto caratteristico dove ci consigliano uno dei piatti tipici di questa regione l’Alentejo. Ci consigliano “Porco com amêijoas” un particolare maiale nero della zona, cotto con le vongole: carne tenera con un sughetto fantastico, dove annegare 3 o 4 fette di pane: un'esperienza nuova per le nostre papille gustative, che hanno però gradito molto!

Torniamo verso l’albergo e attraversiamo una grande Fejra (Fiera), come ce ne sono tante in questo periodo, c’è una ressa incredibile, musica altissima e urla, e poi molti odori che si mescolano, fritto, pesce, pop corn, ecc. non ci fermiamo però, perché domani è la giornata della partenza e dobbiamo alzarci presto.


MARTEDÌ 26 GIUGNO 2018

Oggi giorno di partenza, il nostro aereo parte dall'aeroporto di Lisbona e noi ci arriviamo attraversando il Ponte 25 aprile, un ponte incredibile, maestoso e veramente lungo, uno dei più lunghi d'Europa e simbolo del nuovo Portogallo.

Il nostro viaggio è ormai finito ed è stato una continua e inaspettata scoperta.

Il Portogallo, terra esploratori, di dolci contrasti e forti emozioni, ci ha sorpreso per la sua immensa varietà di paesaggi, una miscela favolosa di natura e storia, culture, musiche, sapori e colori.

E che dire dei portoghesi?

I portoghesi sono davvero un popolo cortese, che ha voglia di comunicare, che non disdegna una chiacchiera al bar anche con due turisti sconosciuti o che ti offre indicazioni utili su che cosa visitare, senza che tu glielo abbia nemmeno chiesto!

Insomma un posto dove tornare e sentirsi a casa!

#Viaggi #Portogallo

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