• Lannaronca

3. Viaggio in Portogallo - Nazarè e dintorni (prima parte)



MARTEDÌ 19 GIUGNO 2018

Anche oggi sveglia presto, alle 7,30 siamo già pronti per partire. Ci fermeremo a Nazarè, al centro del Portogallo per 3 giorni. Ci mettiamo in viaggio e, nonostante scendiamo paralleli al mare, vediamo solo autostrade e superstrade. Il traffico è quasi inesistente e ci sono pochissimi punti di “ristoro”. Dopo una settantina di chilometri incontriamo Aveiro, una piccola cittadina che sorge su di una laguna ed è attraversata da canali. Ho letto che è molto suggestiva, così decidiamo di fermarci per una visita.

Parcheggiamo e raggiungiamo il canale principale attraversato incessantemente da barche colorate, chiamate “moliceiros” che una volta venivano usate per raccogliere le alghe. Il cielo è azzurro e l’aria tersa, ancora non è arrivato il caldo e ci viene voglia di fare un giro della città su una di quelle barche così particolari, tanto che mi ricordano le nostre gondole. La barca ci conduce fino alla zona delle saline e nel vecchio centro dei pescatori ricco di deliziose casette colorate, che ora è un centro turistico. La guida, Dora, parla un po’ di italiano e ci racconta un sacco di cose. Una volta scesi facciamo un giro a piedi fino al centro, ricco di edifici Art Nouveau e ammiriamo la pavimentazione lastricata delle strade che sembra il pavimento di casa, molto bella!


Riprendiamo il viaggio e in un’ora e mezza arriviamo a Nazarè, dove pranziamo di fronte all’Oceano. Il cielo è blu cobalto e la spiaggia dorata è immensa, profonda più di 100 metri. La guardo e mi viene l’infelice idea di attraversarla a piedi nudi per andare a mettere i piedi nell’acqua. Non l’avessi mai fatto, nonostante ci siano solo 24 gradi, la sabbia è così bollente che rischiamo di ustionarci i piedi, che esperienza! Domani scarpe da ginnastica!

Contattiamo la padrona di casa che ci permette di andare prima. La casina è in collina, a 3/4 km dalla spiaggia, in una bella zona residenziale. La stanza è molto grande e il bagno immenso. Ci riposiamo un’oretta e poi, dopo aver incontrato la padrona di casa che ci sembra gentile e disponibile, andiamo a vedere l’attrazione principale: la famosa spiaggia dei surfisti.

Saliamo sulla sommità del promontorio dove c’è la Fortezza di São Miguel Arcanjo, con il suggestivo faro, che visitiamo, da lì possiamo finalmente ammirare la Praia do norte, una spiaggia assolutamente fantastica che si allunga per circa sette chilometri. Spiaggia selvaggia, battuta dal vento e da onde incredibili, dove le dune proteggono la vegetazione originaria.

Il mare, mosso e pericoloso per nuotare o fare il bagno, è tuttavia molto apprezzato dai surfisti, che trovano qui le onde più spettacolari della costa.

Ci spiegano che la ragione è la presenza di un canyon sottomarino che incanala le acque. Sia come sia qui hanno fatto il record dell’onda più alta cavalcata col surf. Purtroppo questo succede sono nei mesi freddi, soprattutto in novembre e in dicembre, ci piacerebbe tanto tornare …


Rimaniamo lì in piedi lo sguardo catturato dalla vastità e dalla forza dell'Oceano.

Ormai si sono fatte le 19 e 30, torniamo alla piazzetta nel vecchio centro e ci mettiamo alla ricerca di un ristorante. Mangiamo la specialità del luogo “Arroz de marisco” in una trattoria "vecchi tempi" con poca gente e una bella atmosfera familiare. Questo piatto è una via di mezzo tra la paella e la zuppa di pesce, viene servito direttamente in una grossa pentola di alluminio piena di riso, da cui spuntano gamberi, granchi, scampi, cozze e vongole. Ci mettiamo un grande bavaglino e, presi gli strumenti del mestiere (pinze e tenaglie), ci buttiamo sulla pentola ancora bollente, sporcandoci fino alle orecchie. Neanche a dire che è buonissima!

Quando usciamo l’aria è fresca e ci dobbiamo coprire, qualche foto notturna con il cavalletto e poi a letto. Domani sveglia alle 6,30, andremo a visitare Coimbra.

MERCOLEDÌ 20 GIUGNO 2018


Dopo la sveglia, scendiamo per fare colazione. La casa è silenziosa e solo i gatti passeggiano per i corridoi. La signora ci ha apparecchiato in cucina, in modo molto casalingo, quasi fossimo di famiglia, ma c’è tutto quello che ci piace: caffè, latte, pane, burro e marmellata.

Usciamo alle 8 e ci dirigiamo a Coimbra. Purtroppo anche oggi percorriamo solo autostrade e superstrade e non vediamo nemmeno un paesino!

A Coimbra parcheggiamo e ci incamminiamo verso l’Università, oggi abbiamo intenzione di girare la città a piedi, ma non abbiamo fatto i conti con le stradine in forte salita e con un acciottolato veramente terribile. Percorriamo 7, 800 metri, ma ci sembrano chilometri, tanta è la fatica che facciamo.

Finalmente la vista dell’Università, la più antica del Portogallo ci ripaga di tanta sofferenza. Situata in cima ad un colle gode di un bellissima vista sulla città e sul fiume. Entriamo subito nel grande piazzale, il Patio das Escolas, con vista sul fiume Mondegodi, un bianco accecante, su cui si affacciano i palazzi antichi di cui è composto l’antico Ateneo e predisponiamo il giro.

Visitiamo per prima la Cappella di San Michele, piccolo, ma interessante gioiello artistico, carico di decorazioni e ceramiche. Ha un maestoso organo con oltre 2000 canne che è ancora in uso ai giorni nostri.

Poi entriamo in un palazzo gotico di grande pregio dove si trova la Biblioteca Joanina, ricca di storia e di fascino. Mi guardo attorno e vedo scaffali pieni di preziosi intagli e di centinaia di libri antichi: una vera sorpresa, è spettacolare e sfarzosa, un paradiso per chi ama leggere!

All'interno allevano pipistrelli che di notte divorano gli insetti mangia-carta, un sistema proprio originale per preservare i manoscritti!

Infine entriamo nell’antico e magnifico Palazzo Reale dove gli studenti danno i loro esami nei vari ambienti dell’edificio, ricchi di decorazioni e sontuosi lampadari, splendida la sala in cui si discutono ancora oggi, come centinaia di anni fa, le tesi di dottorato, con uno splendido soffitto in legno dipinto!

Continuando la visita sbuchiamo all’esterno e percorriamo un camminamento che ci porta ad una bellissima vista sul fiume e sulla città.

Terminata la visita cominciamo a scendere verso la città lungo una stradina e troviamo subito un localino delizioso dove pranzare all’aperto, beviamo una sangria fresca e mangiamo una tapas locale che chiamano “barco de sardinha”..... è proprio una barca piena di sardine fritte, che hanno appeso con le mollette, originale, ma soprattutto buonissima! Poi il proprietario, che parla un buffo italiano, ci offre due bicchierini di un liquore locale che naturalmente apprezziamo molto, ma ce ne andiamo camminando un po' a zig zag!


Riprendiamo la discesa percorrendo sempre strette stradine addobbate con teli all’uncinetto e festoni colorati fino ad arrivare in centro. Alla fine della discesa ci troviamo nel vecchio centro. Anche qui le strade hanno quella caratteristica pavimentazione lucida, che abbiamo trovato in tante altre cittadine, fatta di san pietrini a comporre sempre disegni diversi.

Poi ci imbattiamo in un piccolo gioiello: il monastero di Santa Cruz e decidiamo di entrare. La chiesa è piccolina, ma la visita vale la pena, soprattutto per gli azulejos che illustrano la vita portoghese, la Sagrestia e il meraviglioso chiostro detto “del silenzio”, che invita alla meditazione e che noi percorriamo ammirati da tanta bellezza.Ormai è pomeriggio inoltrato e noi torniamo verso Nazarè, ci riposiamo un po' e torniamo al faro per cenare e ... controllare le onde, questo posto è una calamita!

#Portogallo

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