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  • Lannaronca

1 - Tre giorni a Roma - primo giorno



Martedì 15/05/2018

La partenza con la Freccia Rossa è prevista per le 6,50, ma noi andiamo in stazione con parecchio anticipo, non si sa mai! E guarda caso, ci ritroviamo tutti lì, al binario, molto presto, convinti di essere i primi!

Siamo felici come bambini in vacanza e parliamo tutti assieme. Ci siamo quasi tutti, nove per la precisione, e mostriamo con orgoglio un bel cartellino con il nome e quello del nostro gruppo di amici un po’ pazzi: MAGNOLIA. Andiamo a Roma, eh sì, abbiamo deciso che ogni anno ci facciamo un viaggetto assieme, in una città italiana, l’anno scorso Trieste, quest’anno Roma, l’anno prossimo si vedrà....

All’arrivo del treno, saliamo e ci sistemiamo, Cristina che ha prenotato dopo, è in un’altra carrozza, così facciamo la spola per andare a trovarla.

Il viaggio è veloce e i posti abbastanza comodi.

Alla stazione di Roma piove, anzi diluvia. Vorremmo prendere un tram, ma qualcuno dice “Andiamo a piedi!” Così ci incamminiamo, mentre piove sempre più forte, la valigia è pesante e marciapiedi e strade sono disseminati di grossi buchi, che fatica, arriviamo in hotel che siamo fradici e un po’ di malumore!

Il personale per fortuna è cortesissimo e ci dà le camere subito, anche se siamo un po’ in anticipo. Dopo esserci sistemati e asciugati ci sentiamo meglio. Lasciamo Laila e Giulio ai loro giri e usciamo dall’hotel, in gruppo sembriamo proprio una gita scolastica. Ci incamminiamo e, facendo lo slalom tra buche, pozzanghere e cumuli di spazzatura, andiamo a prendere la metro. La mia prima impressione non è del tutto positiva.

Certo che siamo tanti .... speriamo di non perderci! Le ultime parole famose, facciamo i biglietti e all’arrivo del convoglio saliamo tutti. No, non siamo tutti, Lasciamo Cristina sulla banchina ma lei, bravissima, senza perdersi d’animo, prende il treno successivo e ci raggiunge. Meno male!

Facciamo appena due passi, e ricomincia a piovere, non vuole smettere. Arrivati a Piazza di Spagna proviamo a salire la scalinata di Trinità dei Monti, ma desistiamo subito e ci limitiamo a guardare la bellissima fontana, non vorremmo scivolare!

Ci ripariamo alla belle e meglio studiando cosa fare, abbiamo poco tempo, alle 13,30 dobbiamo entrare al Quirinale e non vorremmo arrivare tardi, così andiamo a mangiare un panino in un bar al coperto, poi spunta anche il sole e noi ritroviamo il nostro proverbiale buonumore!

Ormai si avvicina l’ora della visita al Quirinale e passando davanti alla fontana di Trevi non possiamo che rimanere incantati, è sempre bellissima, anche se la presenza di tanti turisti non lascia la possibilità di godere appieno dello splendore di questo luogo! Torneremo più tardi, ora abbiamo fretta.

Il Quirinale è uno dei sette colli di Roma e il Palazzo del Quirinale è la residenza ufficiale del Presidente della Repubblica, uno dei simboli dello Stato. Dopo una bella salita, giungiamo puntuali all’appuntamento, con i biglietti della prenotazione fatta un paio di mesi fa da Bologna, ben stretti in mano e aspettiamo la guida che ci accompagnerà alla visita delle sale.

La guida è una giovane volontaria del Touring Club e si chiama Celeste. Partiamo da una scala doppia chiamata scalone d’onore e saliamo subito al secondo piano. L’interno del Quirinale è semplicemente stupendo, prima di essere la sede del Presidente della Repubblica Italiana, è stato sede dei Re d’Italia e dei Papi. Anche l’imperatore Napoleone lo scelse come sua residenza.

Le sale sono incantevoli, con arazzi, mosaici, soffitti meravigliosi, candelabri di murano; attraversiamo, tra le altre, la sala dei Corazzieri, la sala più grande e solenne del palazzo, sede di molte importanti cerimonie e udienze del Capo dello Stato, la cappella Paolina, fatta costruire con le stesse dimensioni della Cappella Sistina, semplicemente favolosa, la meravigliosa Biblioteca del Piffetti, una delle stanze più suggestive del palazzo, rivestita di legni di diversa natura e impreziosita da raffinati intarsi in avorio, un vero gioiello!

E poi Sale, Salottini e Sale di rappresentanza, una più bella dell’altra. E poi ancora il la Sala degli Specchi che in origine era destinata a sala da ballo, ora invece è tra i luoghi più importanti, perché in questo luogo si svolgono alcune udienze del Capo dello Stato e il giuramento dei giudici della Corte Costituzionale.

E qui, tra queste pareti e mille specchi che centuplicano lo sfarzo e la grandiosità, riesco ad immaginare la vita nel palazzo alla fine dell’800, quando il Quirinale era il luogo di ricevimenti mondani, pranzi sontuosi e balli di corte. E non parliamo del Salone delle Feste, il cuore del palazzo presidenziale, ospita infatti cerimonie e udienze con un grande numero di invitati e dove si svolgono i pranzi di Stato e il giuramento del nuovo governo. Anche qui due enormi specchiere riflettono e amplificano la luce dei grandi lampadari. In alto un balcone si affaccia sulla sala dove i musicisti accompagnavano con la musica i banchetti e le danze di corte.

Infine con profonda emozione entriamo nello studio del Presidente, dove si svolgono gli incontri ufficiali con i Capi di Stato ospiti e le consultazioni con i segretari di partito per la formazione del Governo. Ci guardiamo attorno: decorazioni, fregi, quadri, la grande scrivania e la nostra bandiera, ci fa esclamare “è proprio come si vede in tv!” bellissimo e non sappiamo resistere, ci facciamo tutti una foto, da veri turisti.

Scendiamo al piano terra dove entriamo nel Museo della Vasella. Una grandissima collezione di porcellane dove sono conservati oggetti singoli e servizi da tavola che provengono da tutte le corti europee fin dal 1700 e non solo. In una bellissima bacheca ammiriamo un importante gruppo di pezzi orientali (Cina e Giappone) dei secoli XVIII e XIX. Sbalorditivo!

Infine entriamo nella Sala dedicata ai Presidenti della Repubblica, dove è esposta la copia originale della nostra Costituzione, altra emozione (!), vediamo anche molti documenti storici e grandi fotografie di tutti i Presidenti.

A conclusione della visita facciamo un breve giro nei giardini del Palazzo che sono meravigliosi, ma non possiamo andare a vedere il museo delle Carrozze, ha piovuto da poco e tutti hanno una gran paura di incidenti ... guarda mai non scivolassimo! E poi usciamo su di una grande terrazza assolata per ammirare lo splendido panorama di Roma, dove spicca al centro la cupola di San Pietro.

All’uscita assistiamo al cambio della guardia e torniamo alla Fontana di Trevi per incontrarci con Laila e Giulio.

Ora non c’è un metro quadrato libero dalle persone. Che affollamento!

Noi però “sgomitando di qua, spingendo di là” riusciamo ad arrivare al bordo della fontana e a farci mille foto.

Non posso evitare di pensare “chissà come è bella la mattina presto, quando tutti dormono e non c’è nessuno!”

Proseguiamo il nostro giro turistico e ci spingiamo fino al Panteon. Girando l'angolo, con grande sorpresa ci troviamo di fronte a questo monumento imponente in mezzo ad un dedalo di strade e quasi soffocato dalle case che gli stanno attorno.

Esternamente ha le pareti annerite dallo smog, ma l’interno è stupendo con l’enorme cupola a cassettoni che mette i brividi, al centro poi c’è un grande foro che lascia passare la luce del sole. Ci sono le tombe dei re d’Italia e anche quella del grande Raffaello Sanzio.

E poi eccola, la magnifica Piazza Navona che appare dalle viuzze all’improvviso, inondata di luce, piena di gente, con la sua forma ellittica.

Ci fermiamo alla fontana dei quattro fiumi e ci mettiamo in posa per farci fotografare.

A questo punto siamo tutti un po’ stanchi per cui torniamo in hotel per una breve pausa, e poi usciamo nuovamente per andare a cena a Trastevere. Troviamo una signora gentile che ci indica la strada e ci fa da cicerone.

Passeggiando scopriamo che questo quartiere è un intreccio di stradine lastricate ed improvvise piazzette, dove si respira un’atmosfera vivace in ogni suo angolo. Sembra quasi che, attraversando il Tevere, ci si lasci alle spalle la Roma rumorosa e caotica del centro storico, per immergersi in una realtà diversa, pigra e polverosa. Il traffico è quasi assente ed è un piacere gironzolare per le strette vie, piene di ristoranti e di gente che non ha fretta.

Neanche a dirlo cerchiamo un’osteria caratteristica, sono le sei e mezza e abbiamo già fame, ma non troviamo posto, sono tutti prenotati. Una parte di noi si ferma per prendere l’aperitivo, mentre gli altri, virtuosi, vanno a caccia. Alla fine ci prendono alle “Fratte” ma ci danno da mangiare alle sette!!! Finalmente possiamo assaggiare alcuni piatti tipici e bere un buon vino dei Castelli. Una volta finito di mangiare però, dobbiamo andarcene, quasi quasi ci spingono fuori, uscendo capiamo perché, c’è una lunga fila di gente che aspetta il proprio turno per entrare!

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