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  • Lannaronca

Quattro passi in Val di Non 2019 - terza parte

Giorno 5 agosto 2019

Stamani andiamo al lago di Tovel a pochi chilometri da Tuenno. Parcheggiamo la macchina e ci avviamo verso il parco che costeggia il lago. Quando lo scorgiamo tra gli alberi ci rendiamo subito conto della sua bellezza.

Dopo un caffè ristoratore decidiamo di percorrere il sentiero che fa tutto il giro del lago e così iniziamo la nostra esplorazione armati come sempre di curiosità e ... macchine fotografiche!

Il lago di Tovel è un grande e bellissimo lago naturale a circa 1200 metri di altitudine.

Le sue acque sono di un colore e di una trasparenza spettacolari e soprattutto oggi, che la superficie del lago è calma, le montagne si riflettono nell'acqua creando un effetto a specchio molto scenografico.

L’inizio è un bel sentiero largo e noi camminiamo abbagliati da scorci bellissimi e bianche spiaggette.

Lo spettacolo però non è solo il lago e le sue acque cristalline, dando un'occhiata in su, verso le cime che lo circondano, rimaniamo a bocca aperta, quello che vediamo sono le Dolomiti di Brenta che fanno da splendida cornice al lago.

Poi proseguiamo e incontriamo tanti paesaggi diversi, scalini scavati nella roccia o costruiti in legno, tratti stretti, boschi, uno più bello dell’altro e poi rocce, pietraie fino ad arrivare ad un piccolo ponte di legno che attraversa un torrente, tra grandi alberi proprio vicino all'acqua, dove ogni scorcio sembra uscito da un libro di fiabe.

Senza accorgerci abbiamo percorso quasi 4 chilometri e siamo arrivati alla fine del giro.

Andiamo a cena a Smarano dove c’è la Festa della Brace e ci gustiamo una bella grigliata!


Giorno 6 agosto 2019

Nonostante questa mattina ci siano un po’ di nuvole usciamo ugualmente presto, andremo a Stenico, nella Valle delle Giudicarie, tra il lago di Garda e le Dolomiti, dove c’è un castello che non abbiamo ancora visto.

Dopo quasi un’oretta di viaggio arriviamo in paese e lo vediamo spuntare tra le case arroccato sulla sommità di una roccia da cui domina la valle.

Parcheggiamo la macchina e ci dirigiamo al Castello. Imbocchiamo una ripida salita e superiamo la cerchia di mura esterne attraversando un grosso portone. Arriviamo così nel primo cortile dove facciamo i biglietti e poi passiamo all’interno direttamente nella sala in cui sono custoditi i segreti di antichi chiavistelli, chiavi e aperture, Duilio rimane affascinato dai meccanismi complessi degli antichi forzieri!

Da qui saliamo al piano superiore e visitiamo le stanze elegantemente arredate con mobili originali dell’epoca, osservandoli ci viene facile fantasticare sulla vita che si svolgeva qui. Belli i letti a baldacchino, a guardarli però ci viene un dubbio: “... ma quanto erano alti gli abitanti del castello? Come facevano a starci?”

Poi scoviamo anche un sacco di arcolai, fusi e argani, che servivano un tempo per la tessitura. Avete presente “La bella addormentata”? Ecco, ora i famosi fusi finalmente non sono più un mistero per me. Terminiamo la visita con uno sguardo alla bellissima cappella di S. Martino, che conserva una preziosa serie di pitture di epoca romanica.

Quando usciamo è ancora presto così decidiamo di andare a vedere la Cascata del Rio Bianco alle falde delle Dolomiti di Brenta. Dovremmo raggiungerla facilmente con una breve passeggiata, ma, saliti in macchina, appena svoltata la prima curva ce la troviamo davanti, così ci fermiamo subito e ci accontentiamo di ammirarla da quaggiù, anche perché sta quasi per piovere ....


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